
Benvenuti di nuovo nella mia cripta, cari collezionisti di incubi, cultori di antichi grimori e amanti dell’abisso! Per la nostra rubrica “I Maestri dell’Insolito”, oggi lo Zio vi porta a fare un tuffo dove l’acqua è più scura, fredda e popolata da abomini geometricamente impossibili.
Oggi facciamo un reverente inchino al profeta dell’orrore cosmico: Howard Phillips Lovecraft.
Se Edgar Allan Poe ci ha insegnato a temere i demoni della nostra mente e Mary Shelley le mostruosità della scienza, Lovecraft ha spalancato una finestra su qualcosa di infinitamente più umiliante: l’indifferenza dell’Universo. Prima di lui, l’uomo era al centro della creazione; dopo di lui, l’umanità è diventata poco più di un mucchietto di formiche inconsapevoli che strisciano su uno scoglio di fango, ignorando i mostri giganti che dormono sotto le onde.
Igienizzatevi le mani, pronunciate una preghiera ad Azathoth ed entriamo nel delirio di Providence…
🌊 Il Terrore Cosmico e i Grandi Antichi
L’intuizione geniale (e paranoica) di Lovecraft fu quella di superare i classici cliché del gotico: niente più vampiri con il mantello, lupi mannari o vecchi castelli infestati da fantasmi con le catene.
Lovecraft ha inventato la fobia dello spazio profondo e delle dimensioni nascoste:
Il Cthulhu e il Pantheon Alieno: Entità ancestrali, mostruose e titaniche come Cthulhu, Nyarlathotep e Yog-Sothoth non sono “demoni” nel senso cristiano del termine. Sono divinità alieno-cosmiche giunte sulla Terra milioni di anni prima dell’uomo. Per loro noi non siamo neanche nemici: siamo formiche.
La Follia come Unica Verità: Nei racconti di Lovecraft (L’richiamo di Cthulhu, Nelle montagne della follia, La maschera di Innsmouth), i protagonisti sono spesso studiosi, professori o archeologi. Quando scoprono la verità sulla struttura del cosmo, non salvano il mondo: sgridano, sprofondano nella catatonia o finiscono chiusi in un manicomio. La conoscenza, in Lovecraft, porta inevitabilmente alla pazzia.
📜 Il Necronomicon e l’Illusione della Realtà
Una delle più grandi burle letterarie della storia si chiama Necronomicon (il “Libro dei Nomi dei Morti”), attribuito all’arabo pazzo Abdul Alhazred.
Lovecraft citava questo grimorio fittizio con tale dovizia di dettagli bibliografici, fingendo che copie rare fossero custodite alla Miskatonic University o al British Museum, che migliaia di lettori (e persino alcuni librai dell’epoca) credettero che il libro esistesse davvero! Ancora oggi c’è chi giura di averne visto un volume rilegato in pelle umana…
🕷️ Il Solitario di Providence: Una Vita di Fobie
Se la narrativa di Lovecraft è pervasa dall’ansia e dall’avversione per l’ignoto, la sua vita ne spiega perfettamente il motivo.
Nato a Providence (Rhode Island) nel 1890, Howard visse un’infanzia e un’adolescenza segnate dai lutti e dalle malattie mentali dei genitori (sia il padre che la madre morirono nello stesso manicomio, l’Butler Hospital).
Nevrotico e Recluso: Lovecraft era ipersensibile al freddo, soffriva di incubi terrorizzanti fin da bambino (i celebri “magri della notte”) ed era divorato da fobie sociali, ipocondria e un razzismo viscerale alimentato dalla paura di tutto ciò che era estraneo al suo piccolo mondo anglosassone.
Miseria e Gloria Postuma: Scrisse quasi esclusivamente per riviste pulp da quattro soldi come Weird Tales, venendo pagato con pochi spiccioli e vivendo quasi al limite della denutrizione. Morì nel 1937 a soli 46 anni per un tumore all’intestino, completamente dimenticato dal grande pubblico e convinto che il suo nome sarebbe scomparso nel nulla.
Furono i suoi amici di corrispondenza (tra cui August Derleth e Donald Wandrei) a fondare la casa editrice Arkham House per salvare i suoi scritti e regalargli l’immortalità.
🎬 L’Eredità per il Pantheon dello Zio
Lovecraft è la pietra miliare dell’horror moderno. Senza il suo “terrore cosmico” non avremmo avuto il cinema di John Carpenter (La Cosa, Il seme della follia), l’alieno di Ridley Scott, i romanzi di Stephen King o i fumetti di Dylan Dog.
Ci ha insegnato che il vero incubo non è la morte, ma scoprire che là fuori, tra le stelle o nelle profondità degli oceani, c’è qualcosa che ci sta osservando con occhi pieni di millenaria indifferenza.
E voi, miei cari mostriciattoli, avete mai provato a pronunciare “Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn” davanti allo specchio a mezzanotte? Se sentite un odore di pesce marcio e l’acqua del rubinetto comincia a scorrere al contrario… non vi preoccupate: il vecchio Cthulhu ha solo girato il cuscino nel suo letto di pietra! Buuuuu-ona notte! Ah! Ah! Ah!
