
Benvenuti di nuovo nella mia cripta, cari collezionisti di incubi e amanti delle vicende di famiglia finite malissimo! Per la nostra rubrica “Cronache dal Cimitero della Storia”, oggi lo Zio vi porta a fare un giro tra le stanze dorate della Domus Aurea, nei laboratori segreti dei velenari imperiale e tra le ceneri di una Roma in fiamme.
Oggi parliamo del campione assoluto della paranoia imperiale: Nerone Claustro Cesare Augusto Germanico.
Quando si pensa a Nerone, si immaginano la cetra, l’incendio di Roma o i cristiani usati come torce umane nei suoi giardini. Ma dietro la maschera dell’artista incompreso si nasconde un incubo di corte fatto di matricidi falliti, avvelenamenti chirurgici e battute di uno humor così nero da far sembrare lo Zio un principiante.
Affilate i pugnali, non accettate bevande dagli sconosciuti ed entriamo nel palazzo dei veleni…
🐍 Locusta e la Chimica del Delitto
Un buon imperatore ha bisogno di una buona avvelenatrice di fiducia. Nerone trovò la sua anima gemella in Locusta, una gallica esperta di erbe tossiche che la corte romana usava come vero e proprio “reparto eliminazione ostacoli”.
Quando Nerone decise di sbarazzarsi del fratellastro Britannico (che rischiava di farsi largo per il trono), Locusta preparò una miscela a base di cicuta e sostanze micidiali.
Il Primo Tentativo: Il veleno era troppo debole e provocò a Britannico solo una forte dissenteria. Nerone, infuriato, schiaffeggiò la povera Locusta accusandola di avergli fornito una medicina anziché un veleno!
Il Tocco di Genio: Il secondo tentativo durante un banchetto fu un capolavoro di crudeltà. Poiché gli assaggiatori reali controllavano ogni bevanda, il veleno non fu messo nel vino (troppo caldo), ma nell’acqua fredda usata per allungarlo dopo l’assaggio. Britannico stramazzò al suolo cianotico e sputando schiuma. La reazione di Nerone di fronte ai commensali terrorizzati? “Tranquilli, è solo un attacco di epilessia, gli passa subito”. Spoiler: non gli passò.
🛳️ La Madre di Tutti i Delitti: Come Uccidere Agrippina
Se sbarazzarsi di un fratellastro fu un gioco da ragazzi, sbarazzarsi di sua madre Agrippina Minor — la donna che lo aveva messo sul trono a forza di intrighi — si rivelò una vera e propria comedia tragica.
Agrippina era una donna troppo astuta per cascare nei soliti veleni (si immunizzava prendendo piccole dosi di antidoti ogni giorno), quindi Nerone dovette ingegnarsi con l’ingegneria:
Il Soffitto Crollabile: Fece progettare una macchina da guerra sopra il letto di sua madre, pensata per far crollare piombo e macerie mentre dormiva. Il meccanismo si inceppò e la mamma si svegliò solo con qualche bernoccolo.
La Nave della Morte: Fece costruire un barcone da diporto truccato che doveva aprirsi in due a largo di Baia per farla annegare. Il barcone crollò, ma Agrippina, ottima nuotatrice, si salvò a nuoto fino a riva mentre le sue ancelle venivano finite a colpi di remo dai marinai.
Il Metodo Classico: Esausto e terrorizzato dalla vendetta materna, Nerone mandò semplicemente una squadra di centurioni a casa sua per finirla a colpi di spada. La risposta finale di Agrippina prima di morire? “Colpite al ventre che ha generato questo mostro!”.
🍄 Il “Cagamento” degli Dei: L’Umorismo Nero di Nerone
Per capire la tempra cinica di Nerone basta guardare come commentò la morte del suo predecessore, l’imperatore Claudio (avvelenato proprio da Agrippina con un piatto di funghi tossici).
In seguito Claudio fu deificato dal Senato romano, diventando ufficialmente un dio. Nerone, che conosceva fin troppo bene gli effetti intestinali devastanti che quei funghi avevano avuto sullo stomaco del povero Claudio prima di farlo tirare le cuoia, commentò la santificazione con un gioco di parole entrato nella storia:
“I funghi sono davvero il cibo degli dei: perché è grazie a loro che Claudio è diventato un dio!”
Suetonio ci tramanda che Nerone amava definire il fungo il “cagamento degli dei” (deorum cibus), poiché era stato il veicolo che aveva spinto l’anima del vecchio imperatore dritto nell’Oltretomba tra dolori addominali indescrivibili.
🎬 L’Eredità per il Pantheon dello Zio
Nerone merita un posto d’onore nel nostro Imperium Macabrum perché incarna la paranoia al potere. Un tiranno che ha trasformato la propria corte in un mattatoio dorato, dove perfino un brindisi tra parenti poteva essere l’ultimo gesto della tua vita.
E voi, miei cari mostriciattoli, come ve la cavate con i pranzi di famiglia della domenica? La prossima volta che qualcuno vi offre un bicchiere d’acqua per raffreddare il vino o un bel piatto di funghi trifolati… guardate prima se c’è Locusta in cucina! Buuuuu-ona notte! Ah! Ah! Ah!



