
Benvenuti di nuovo nella mia cripta, cari collezionisti di incubi e cultori dell’anatomia ricucita! Per la nostra rubrica “I Maestri dell’Insolito”, oggi lo Zio vi porta a fare un viaggio indietro nel tempo, precisamente nel 1816, l’anno senza estate. Oggi rendiamo omaggio a una ragazza di soli diciotto anni che, in una sola notte di tempesta, ha inventato la fantascienza moderna e regnato sovrana sull’horror gotico: Mary Shelley.
Mentre i suoi colleghi uomini (inclusi il marito Percy Shelley e il celebre Lord Byron) si riempivano la bocca di poesia e filosofia romanticista, la giovane Mary guardò oltre. Guardò verso la morte, verso i tavoli da autopsia, verso i fulmini e verso la presunzione dell’essere umano di potersi sostituire a Dio.
Preparate le candele, staccate l’elettricità (tanto qui usiamo la corrente galvanica) ed entriamo nel laboratorio della Creatrice…
🌩️ L’Anno Senza Estate e la Sfida di Villa Diodati
La genesi di Frankenstein; o il moderno Prometeo sembra essa stessa la trama di un film horror d’altri tempi.
Nel maggio del 1816, la gigantesca eruzione del vulcano Tambora in Indonesia sconvolse il clima mondiale. L’Europa fu avvolta da un inverno perenne fuori stagione: piogge incessanti, cieli cupi e freddo polare a metà giugno.
Reclusi a Villa Diodati, sulle rive del Lago di Ginevra, Mary, Percy Shelley, Lord Byron e il medico John Polidori passavano le serate a leggere storie di fantasmi tedesche e a discutere di rianimazione dei cadaveri tramite l’elettricità.
Fu Lord Byron a lanciare la celebre sfida: “Ognuno di noi scriverà una storia di fantasmi”.
Mentre i grandi poeti brancolavano nel buio alla ricerca di un’idea, la diciottenne Mary ebbe un’allucinazione ad occhi aperti nel cuore della notte. Vide uno studente impallidito inginocchiato accanto alla creatura che aveva assemblato con pezzi di cadaveri, mentre il mostro prendeva vita sotto la spinta di un motore galvanico. Era nato il primo vero mito moderno dell’orrore.
🧟♂️ Il Mostro Senza Nome: Più Umano degli Umani
Ciò che rende il romanzo di Mary Shelley un capolavoro assoluto dell’insolito è che la creatura (che ricordiamolo, non si chiama Frankenstein, quello è il cognome del suo creatore, il dottor Victor!) non è una semplice belva assetata di sangue.
Il Rifiuto e la Solitudine: La Creatura nasce pura, dotata di profonda sensibilità e desiderosa d’amore. È il rifiuto immediato del suo creatore — inorridito dalla bruttezza del proprio esperimento — e l’odio del mondo a trasformarla in un mostro spietato.
La Vendetta del Figlio Dimenticato: L’orrore di Mary Shelley non sta nei punti di sutura o nei chiodi nel collo (invenzione del cinema di Hollywood), ma nella tragedia dell’abbandono. La Creatura persegue Victor per tutta la terra, non per distruggerlo e basta, ma per costringerlo a prendersi la responsabilità della sofferenza che gli ha inflitto.
⚰️ Una Vita All’Ombra dei Lutti
Se pensate che la storia del mostro sia cupa, la vita reale di Mary Shelley non fu da meno. La sua fu un’esistenza segnata fin dal primo giorno dall’impronta della morte:
Sua madre, la celebre femminista Mary Wollstonecraft, morì pochi giorni dopo averla data alla luce a causa di un’infezione post-parto.
Mary perse tre dei suoi quattro figli in tenera età, un trauma devastante che infuse in tutte le sue opere il tema della perdita e del tentativo impossibile di riportare in vita i morti.
Nel 1822, il marito Percy Shelley annegò durante una tempesta nel Golfo dei Poeti, in Liguria. Mary conservò fino alla morte, avvolto in una pagina di poesia, il cuore essiccato del marito, scampato alla cremazione sulla spiaggia di Viareggio.
🎬 L’Eredità per il Pantheon dello Zio
Mary Shelley merita un posto d’onore tra i Maestri dell’Insolito perché è stata la prima a capire che il vero terrore del futuro non sarebbe venuto dai demoni dell’inferno, ma dalla scienza disumana e dall’ambizione sfrenata dell’uomo.
Ha regalato all’umanità una storia immortale e ha dimostrato che una ragazza di diciotto anni, armata solo di piuma e inchiostro, poteva far tremare i polsi al mondo intero.
E voi, miei cari mostriciattoli, avete mai provato a riassemblare qualcosa che doveva rimanere spezzato? La prossima volta che c’è un temporale con lampi e tuoni… staccate le prese di casa. Non si sa mai cosa potrebbe decidere di svegliarsi nel vostro garage! Buuuuu-ona notte! Ah! Ah! Ah!
