
Benvenuti di nuovo nella mia cripta, cari collezionisti di incubi e amanti dei misteri che sfidano l’intelletto! Per la nostra rubrica “I Maestri dell’Insolito”, oggi lo Zio vi porta a spasso tra le strade nebbiose della Londra d’epoca vittoriana, a bordo di una carrozza a cavalli, in compagnia di una delle menti più paradossali della storia della letteratura: Sir Arthur Conan Doyle.
Tutti lo conoscono come il genio che ha regalato al mondo Sherlock Holmes, l’investigatore per eccellenza, l’uomo che smontava ogni delitto con il bisturi della logica ferrea, del metodo scientifico e dell’osservazione spietata. Ma sapete qual è il vero delitto, il paradosso più macabro e delizioso di questa storia?
Mentre il suo personaggio letterario rifiutava categoricamente il sovrannaturale (“Una volta eliminato l’impossibile, ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità”), il suo creatore spento le candele del salotto e si metteva a fare le sedute spiritiche, convinto fino al midollo che gli spiriti e le fate esistessero davvero.
Accendete la pipa, preparate le lenti d’ingrandimento ed entriamo nel doppio fondo di Sir Arthur…
🐶 Il Mastino dei Baskerville e l’Ombra del Gotico
Prima di parlare della sua ossessione per l’oltretomba, bisogna rendere merito al Conan Doyle narratore del brivido.
Sebbene Sherlock Holmes sia il re della razionalità, i suoi casi si svolgono quasi sempre in atmosfere impregnate di orrore gotico puro. Pensate a Il mastino dei Baskerville: una maledizione di famiglia, una brughiera sperduta invasa dalla nebbia, urla disperate nella notte e una belva demoniaca con le fauci fosforescenti che sbrana i passanti.
Conan Doyle era un maestro nel creare la tensione macabra perfetta, salvo poi far arrivare il suo detective a dimostrare che dietro l’apparente demone si nascondeva solo la solita, squallida avidità umana.
🔮 Il Medico che Voleva Parlare con i Morti
Come è possibile che un medico brillante, formato alla rigida scuola scientifica di Edimburgo, sia diventato il più famoso paladino dello Spiritismo in Gran Bretagna?
La risposta risiede nel dolore e nella disperazione, due vecchi amici del nostro Zio:
I Lutti della Grande Guerra: Durante la Prima Guerra Mondiale, Conan Doyle subì una serie di devastanti perdite personali, tra cui il figlio Kingsley, il fratello Innes, due cognati e due nipoti. Travolto dal lutto, cercò disperatamente un ponte per comunicare con l’aldilà.
Le Sedute Spiritiche: Spendette fortune e gli ultimi anni della sua vita viaggiando per il mondo a fare conferenze sullo spiritismo, difendendo medium dubbi, sedie che levitavano e “fotografie spiritiche” visibilmente contraffatte.
🧚♀️ La Burla delle Fate di Cottingley
Il momento più grottesco e famoso della sua fede nel sovrannaturale avvenne nel 1920. Due ragazzine dell’Ovest dello Yorkshire, Frances e Elsie, scattarono delle foto nel loro giardino in cui si vedevano chiaramente delle piccole fate alate che danzavano.
Qualsiasi persona sana di mente (e persino gli esperti della Kodak) capì che si trattava di figurine di carta ritagliate da un libro di fiabe e appuntate con degli spilli. Ma Sir Arthur Conan Doyle no. Lo scrittore prese quelle foto come la prova schiacciante dell’esistenza del mondo fatato, scrivendoci sopra articoli entusiasti e persino un libro!
L’uomo che ha creato la mente logica più affilata del mondo si fece raggirare da due ragazzine di campagna con un paio di forbici e del cartoncino.
🤝 Lo Scontro con Harry Houdini
Questa sua cieca credulità portò alla fine della sua grande amicizia con il celebre illusionista e smascheratore di ciarlatani Harry Houdini.
Houdini cercò in tutti i modi di mostrare a Conan Doyle come i medium usassero trucchi di prestigio, fili invisibili e gesso per ingannare i clienti in lutto. La risposta di Conan Doyle? Convincersi che Houdini fosse esso stesso un potentissimo medium in grado di smaterializzarsi, ma che lo negasse per pura ostinazione!
🎬 L’Eredità per la Rubrica dello Zio
Sir Arthur Conan Doyle merita un posto d’onore tra i Maestri dell’Insolito proprio per questo magnifico corto circuito. È la dimostrazione vivente di come anche il cervello più brillante e razionale possa piegarsi al fascino dell’ignoto e alla disperata ricerca di qualcosa che vada oltre la tomba.
Ci ha regalato l’investigatore definitivo e, allo stesso tempo, ci ha mostrato che la distanza tra la fredda logica e la più pura follia è sottile come un filo di seta.
E voi, miei cari mostriciattoli, credete più alla lente d’ingrandimento di Holmes o alle tavolette Ouija del suo autore? La prossima volta che sentite uno strano scricchiolio nella vostra stanza… prima cercate le impronte digitali, poi controllate sotto il letto. Buuuuu-ona notte! Ah! Ah! Ah!
