
Benvenuti di nuovo nella mia cripta, cari collezionisti di incubi e cacciatori di presenze spettrali! Per la nostra rubrica “Cronache dal Cimitero della Storia”, oggi lo Zio vi porta a fare un salto indietro nel tempo, direttamente nel mese di maggio dell’antica Roma.
Se pensavate che la festa dei morti fosse un’invenzione americana con zucche intagliate e dolcetti, preparatevi a ricredervi. I Romani avevano il loro personale “Halloween”, ma non c’era nulla da ridere: dura tre notti, si chiamava Lemuria e serviva a evitare che i fantasmi più rabbiosi e vendicativi della città vi divorassero il cervello nel sonno!
Mettetevi a piedi scalzi, riempitevi le tasche di fave ed entriamo nella notte dei Lemures…
👻 Lemures e Larvae: I Fantasmi Senza Pace
Per i Romani, i morti non erano tutti uguali. Se gli antenati buoni (Manes) venivano venerati con amore durante i Parentalia di febbraio, a maggio la porta dell’Oltretomba si spalancava per far uscire le anime peggiori: i Lemures (detti anche Larvae).
Chi erano questi spettri terrorizzanti?
Povere Anime Vendicative: Erano le ombre di coloro che erano morti di morte violenta, assassinati, giustiziati o deceduti prematuramente senza aver ricevuto una degna sepoltura o i giusti riti funebri.
I Tormentatori dei Vivi: Incapaci di trovare la pace nell’Oltretomba, questi scheletrici spettri sfigurati tornavano nelle loro vecchie case per perseguitare i parenti rimasti in vita, portando follia, malattie, incubi atroci e disgrazie.
🦶 A Piedi Scalzi nella Notte: Il Rito del Pater Familias
Nelle notti del 9, 11 e 13 maggio, la città di Roma cadeva in un silenzio di tomba. I templi venivano chiusi, i matrimoni erano severamente vietati (da qui il proverbio latino “Mense maio mala nubunt”, ovvero “A maggio si sposano solo le cattive mogli”) e nessuno osava uscire per strada dopo il tramonto.
A mezzanotte in punto, spettava al pater familias (il capo della casa) compiere un rito apotropaico da vero film horror d’autore:
Il Segno della Croce (Romano): Il capofamiglia si alzava nel buio pesto a piedi nudi. Faceva un gesto scaramantico unendo il pollice con le altre dita (il segno del “fico”) per proteggersi da eventuali aggressioni spettrali.
Il Lavaggio di Purificazione: Si lavava accuratamente le mani tre volte in acqua di sorgente pulita.
Il Lancio delle Fave Nere: Camminando a ritroso per la casa senza mai voltarsi indietro, il pater familias prendeva delle fave nere che teneva in bocca e le gettava alle sue spalle, pronunciando per ben nove volte questa formula magica:
“Haec ego mitto; his redimo meque meosque fabis.”
(“Queste io lancio; con queste fave riscatto me e i miei cari.”)
Si credeva che lo spettro, strisciando dietro di lui, raccogliesse le fave e se ne nutrisse, risparmiando così i corpi dei vivi.
🥣 “Manes Exite Paterni!”: La Cacciata Finale
Dopo aver lanciato le fave nere per nove volte, il capofamiglia si lavava nuovamente le mani e faceva un gran baccano per la casa percuotendo vasi e bacili di bronzo.
Solo a quel punto, con il metallo che risuonava nel buio, poteva finalmente voltarsi indietro e urlare per nove volte l’esorcismo definitivo:
“Manes exite paterni!”
(“Uscite, o ombre dei miei padri!”)
Se il rito era stato eseguito senza errori, i Lemures abbandonavano la dimora fino al maggio successivo. Se il pater familias sbagliava anche solo una parola o si voltava troppo presto… be’, diciamo che la famiglia avrebbe avuto bisogno di un nuovo capo entro la mattina seguente!
🎬 L’Eredità per il Pantheon dello Zio
I Lemuria ci ricordano che il terrore per ciò che si nasconde sotto il letto o nei corridoi bui della nostra casa non è nato ieri. I Romani lo sapevano bene: i morti non dimenticano mai i torti subiti, ed è sempre meglio offrire loro qualche fava prima che decidano di prendersi direttamente la tua anima.
E voi, miei cari mostriciattoli, cosa avete intenzione di fare la prossima volta che sentite degli scricchiolii sospetti in corridoio a mezzanotte? Un consiglio dallo Zio: tenete sempre un sacchetto di fave nere sul comodino e non vi voltate per nessun motivo al mondo! Buuuuu-ona notte! Ah! Ah! Ah!



