
Benvenuti di nuovo nella mia cripta, cari collezionisti di incubi e profanatori di tombe! Per la nostra rubrica “Cronache dal Cimitero della Storia”, oggi lo Zio vi porta a fare una passeggiata notturna dove perfino i centurioni più coraggiosi evitavano di mettere piede: tra le fosse comuni del colle Esquilino, al chiaro di luna.
Oggi parliamo delle Sagaes (o Striges), le vere streghe della Roma antica.
Dimenticatevi le fattucchiere dei film fantasy con il cappello a punta e il pentolone di zucca. Le streghe romane erano figure oscure, coperte di stracci, con le unghie nere incrostate di terra cimiteriale e un’ossessione viscerale per i cadaveri, la carne umana e il sangue fresco.
Accendete una candela di strutto, tenete stretto il vostro amuleto ed entriamo nel loro cerchio magico…
🦅 L’Origine del Mito: Gli Uccelli della Notte
Il termine Strix (da cui deriva la nostra parola “strega”) indicava in origine un rapace notturno leggendario, un’affilata creatura volante con il becco d’uncino e gli artigli affilati.
Secondo le credenze popolari romane, queste streghe avevano la capacità di trasformarsi in enormi volatili per intrufolarsi nelle case durante la notte. Il loro obiettivo preferito? I bambini piccoli. Vavano sui lettini dei neonati, ne succhiavano il sangue e ne divoravano le viscere, lasciando al loro posto corpi pallidi e prosciugati.
Per difendere i neonati da queste creature, i Romani usavano appendere alla porta dei rametti di biancospino intrisi di sangue di maiale e recitavano formule apotropaiche. Un’atmosfera decisamente rilassante per una neomamma!
🪦 I Riti Necrofili dell’Esquilino
I poeti latini come Orazio, Lucano e Ovidio ci hanno lasciato descrizioni da vero cinema horror sulle attività notturne delle streghe romane.
Nel celebre papiro della Farsaglia, Lucano ci presenta Erittone, una strega tessala così spaventosa che persino gli dei dell’Inferno avevano paura di lei. Erittone non viveva in casa, ma abitava direttamente dentro le tombe abbandonate:
Il Furto di Cadaveri: Erittone e le sue adepte si aggiravano tra i roghi funerari prima che le fiamme consumassero i corpi, strappando con i denti i bulbi oculari e le unghie dei defunti per i loro incantesimi.
La Necromanzia Sanguinaria: Quando gli oracoli fallivano, i potenti si rivolgevano a Erittone per conoscere il futuro. La strega riempiva i polmoni di un cadavere fresco con sangue caldo, veleno di vipera e viscere di luna, costringendo la salma a rianimarsi per qualche minuto e a pronosticare la sorte con una voce cavernosa e stridente.
🧪 Filtri d’Amore, Cera e Spilli
Oltre al necro-turismo, le Sagaes mandavano avanti un fiorente mercato nero di fatture e pozioni per la popolazione di Roma:
Il Voodoo Romano: Creavano statuette di cera o di argilla (le figulinae) che rappresentavano la persona da punire. Le trafiggevano con spilli arrugginiti e le facevano sciogliere lentamente sul fuoco, per fare in modo che la vittima si consumasse tra dolori addominali atroci.
Filtri d’Amore Letali: Per far innamorare qualcuno, le streghe preparavano beveroni a base di cervello di rospo, peli di cagna rabbiosa, ossa di serpente e hippomanes (una sostanza estratta dalla fronte dei cavalli appena nati). Spesso il “filtro d’amore” era così tossico che invece di far innamorare il malcapitato, lo mandava direttamente a fare compagnia a Plutone!
🎬 L’Eredità per il Pantheon dello Zio
Le Sagaes meritano un posto d’onore nel nostro Imperium Macabrum perché sono le antenate dirette di tutto il folclore horror europeo. Ci ricordano che sotto l’apparente razionalità dell’Impero Romano, la paura del buio, dei morti e dell’occulto era la vera regina della notte.
E voi, miei cari mostriciattoli, avete mai sentito un picchiettare sospetto sul davanzale della finestra alle tre di notte? Non aprite per vedere se è un gufo… potrebbe essere una Sagaes tornata a cercare un ingrediente per la sua cena! Buuuuu-ona notte! Ah! Ah! Ah!



